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"Il Tuttofare": al cinema si riflette con ironia sui giovani e il mondo del lavoro

Cosa sono disposti a fare i giovani per ottenere i riconoscimenti lavorativi che meritano? Quanti soprusi e sacrifici sono costretti a subire per la speranza di un doveroso posto di lavoro?
Il Tuttofare”, film scritto e diretto da Valerio Attanasio, nelle sale dal 19 aprile, prova a dare una risposta a queste domande, offrendo, attraverso la storie e le avventure del protagonista, uno spaccato della vita di tanti ragazzi capaci, talentuosi, onesti, che purtroppo a causa delle dinamiche ingiuste della nostra società, non riescono a vedere riconosciuti i loro meriti, se non scendendo a patti o a squallidi ricatti.
Antonio è infatti un giovane praticante in legge che sogna di avere un contratto presso lo studio legale di Salvatore Bellastella, il migliore tra gli avvocati italiani, suo mentore e professore, succube però della moglie Titti, proprietaria dello studio. Per lui Antonio fa qualsiasi cosa, il portaborse, il cuoco, l’assistente, l’autista, pende dalle sue labbra nella speranza che tutto questo lavoro un giorno gli sia riconosciuto. Eppure, anche una volta superato brillantemente il difficile esame da avvocato, le cose non migliorano , anzi hanno inizio diversi guai per il giovane, che si trova costretto a dover fare un ultimo favore al Professore: sposare la sua amante argentina, incinta, per farle avere la cittadinanza. Un’escalation di problemi porterà Antonio a correre numerosi rischi, ingiustizie, fino ad arrivare addirittura a rischiare la propria vita e tutto ciò che con sacrificio aveva costruito. il tutto
Il Tuttofare è un vero romanzo di formazione di un brillante e capace studente che per la prima volta viene catapultato nel mondo del lavoro e all’interno delle scorrette logiche di una società che mette da parte la meritocrazia a favore delle raccomandazioni. Un racconto attuale in prima persona, espresso tramite il punto di vista talvolta ironico e schietto del protagonista, il quale ci aiuta e a scoprire dall’interno la complessità di affermarsi in alcuni ambienti professionali.
Valerio Attanasio, al suo primo lungometraggio, dirige con garbo un lavoro ben fatto, senza mai scadere nei cliché che spesso adornano questo argomento, ma tenendo sempre alta l’attenzione del pubblico con colpi di scena improvvisi e una ben equilibrata mescolanza di generi, che uniscono tratti comici, ad altri più romantici e drammatici. Un film che rientra perfettamente in quello che si può definire un esempio di nuova commedia all’italiana, incentrata essenzialmente sulla dicotomia tra i due personaggi di Antonio e del Professore Bellastella: uno emblema del rigore morale e della giustizia, che è costretto a mettere da parte per le circostanze; l’altro invece dietro la maschera del giusto e per bene, si rivela scaltro, opportunista, scorretto, egoista, truffatore, un modello all’apparenza impeccabile per il ragazzo, un maestro di vita che piano piano svela le sue ombre, diventando un vero e proprio antagonista. Un ruolo ricco di sfaccettature che rimanda proprio al tipico modello del “cialtrone” spesso interpretato da Tognazzi e Gassman, reso qui magistralmente da Sergio Castellitto, il quale esprime impeccabilmente i vizi, le nevrosi, e l’ opportunistica psicologia del personaggio. All’altezza anche il giovane Guglielmo Poggi, in grado di mettere in risalto la difficoltà, la costanza e l’ingenua speranza di Andrea, andando così a delineare un film che si pone come una attenta e delicata denuncia e satira sociale nei confronti di un sistema che oppone ricchi e poveri, giusti e raccomandati, precari e potenti. Uno scontro arduo tra le parti, in cui i più forti vincono e i più deboli sono costretti a soccombere, ma non la coscienza e il senso di dignità, qualità che vanno a definire la vera ricchezza di una persona, come suggerisce il finale dolceamaro. Le ingiustizie in questo mondo forse continueranno a trionfare, ma un film del genere può essere la spinta per sorridere e allo stesso tempo riflettere, per far si che magari in futuro qualcosa possa cambiare.

Maresa Palmacci 16-04-2018

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